Storia & Patrono

 

       Monumento ai Caduti 

Il 25 maggio 1925 in occasione della visita nella Provincia di Mantova d S. Maestà il Re Vittorio Emanuelle III, venne inaugurato a Sustinente il Monumento ai «Caduti».
Ecco come il cronista di allora descrive l'avvenimento dopo la visita reale:

Sustinente 26 maggio 1925 dalla Voce di Mantova:

«Perdura vivissimo l'entusiasmo popolare per la visita reale di ieri che ha provocato una dimostrazione, o meglio, una serie di dimostrazioni indimenticabili.

Il Re è veramente stato in mezzo al suo Popolo, che gli si è stretto attorno senza cerimonie, è vero, ma con uno slancio e una passione quasi delirante, specialmente al momento della partenza.

Il diretto contatto del Sovrano con la moltitudine acclamante ho assunto una tonalità di così commovente emozione espressa con tutte le grida e frasi più affettuose nella loro.... primitività da commuoverlo a piena evidenza, ciò che ha centuplicato anche di più la fantastica manifestazione.
Di questa umile borgata Re Vittorio conserverà, non v'ha dubbio, la più grata memoria ed i Sustinentesi, tutti, sono fieri di avergli dimostrato tutta la loro devozione, e riconoscenza per l'atto estremamente gentile di avere accolto il loro desiderio».

E continua nella descrizione dell'opera eretta ai Caduti.

«Il Monumento che ora trionfa al sole in mezzo al verde delle piante è, come fu descritto, ricco di bronzi e marmi. Sulla roccia rude che sta a significare l'aspro terreno della immane lotta, si aderge l'Italia che sorreggendo, il glorioso vessillo, assiste il fante morente e con lo sguardo vivo lo contempla maternamente vedendo in lui tutti i fanti valorosi figli suoi prediletti. Dietro al bronzeo gruppo si innalza l'imponente obelisco marmoreo dalla linea saliente ben proporzionata, sulla facciata del quale si leggono i nomi dei caduti sustinentesi....».

Per diciotto anni il gruppo bronzeo, campeggiò gloriosamente sui blocchi rocciosi del Grappa.

Nel 1942, le vicende belliche che trovarono l'Italia sempre più carente di materie prime, portarono a prendere la dolorosa decisione di sguarnire ogni monumento, ogni giardino, ogni balconata, delle statue in metallo e, comunque delle parti metalliche che le adornavano, per poter fondere ogni cosa e utilizzare il materiale nella costruzione di armi.

La triste sorte toccò anche il nostro monumento e il gruppo bronzeo fu smontato e inviato al suo destino.
Il Monumento mutilato fu un duro colpo per tutti i sustinentesi.

Certamente, il tempo potè un po' lenire il colpo, ma non cancellare, con i versi incisi sulla nuda roccia del Grappa, dettati da Mons. Anacleto Trazzi, nostro illustre concittadino, sommo poeta latino, non potevano far altro che ricordare il fante morente del gruppo bronzeo, quando con marziale cadenza scandivano:

quo genuit pagus

quo luxit marte

peremptos marmore perpetuat

corde recondit amans

«Il Paese che dette i natali a coloro che splendettero di gloria in guerra, eterni perpetua nel marmo, nel cuore ricorda con amore».

Dopo 43 anni, precisamente il 4 novembre 1985, il Sindaco, nel corso della sua orazione ufficiale, davanti al Monumento ai Caduti, deplorò ancora la mancanza, dopo tanti anni, del gruppo bronzeo ai piedi dell'obelisco asportato un tempo per cause belliche.

Si costituì un Comitato esecutivo pro Monumento ai Caduti.

Senza emanare un vero e proprio bando di concorso il Comitato divulgò la notizia.

Presto due artiste, affettivamente legate al nostro paese offrirono prontamente la loro disponibilità, presentando i loro bellissimi bozzetti e offrendo gratuitamente la loro opera nella preparazione alla fusione in bronzo.

Il momento della scelta dei bozzetti fu alquanto arduo perché entrambi si presentavano in maniera perfetta: pulito e rifinito nei minimi particolari, il primo bozzetto; fedele e dotato di una certa carica drammatica il secondo bozzetto.

La scelta cadde sul primo bozzetto, perché ritenuto più aderente all'originale e quindi più rispondente alla condizione posta.

Il Comitato si adoprò per reperire i fondi necessari alla realizzazione dell'opera e, in un paio d'anni, vi riuscì, grazie alla spontanea generosità di tutti i nostri concittadini, dei sustinentesi extra muros, di vari enti.

Sono circa 17 anni che il gruppo bronzeo attuale, sta al suo posto, sulla sua stele, nella sua solennità, ad imperitura memoria dei nostri compaesani che hanno sacrificato la vita per la Patria.

Ed i versi possenti del nostro grande Poeta latino sembrano trovare nella bronzea composizione un'eco perfetta, l'esatta dimensione di quanto l'opera rappresenta, pensieri ispirati al valore della vita, della pace e della fratellanza umana.