Parrocchia dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria

 

La sagrestia

 

I dorsali della sagrestia di Sacchetta, la seconda della provincia mantovana per importanza, furono realizzati tra il 1785 e il 1795. Da allora la sagrestia non ha subito radicali mutamenti, ad eccezione dell’altare in gesso sotto la pala con l’immagine di Sant’Anna, che ha sostituito una panca che serviva da mensa.

In tutta l’opera domina un carattere pacato, quindi ancora classicheggiante. Aspetto messo in rilievo soprattutto da moduli compositivi inquadrati in lesene, a cui sono addossati telamoni e cariatidi.

L’arredamento fa pensare più ad un refettorio che ad un ambiente ecclesiastico e dato che i mobili furono procurati dal marchese Ferdinando Cavriani si suppone provenissero da un monastero soppresso. Soprattutto i due banconi con schienale in noce sono mobili di competente intaglio, di gusto settecentesco, con una semplice decorazione a riquadri, compresi da lesene riccamente lavorate nei capitelli. Nel 1942, con la costruzione del vestibolo della chiesa, furono smembrati: i due schienali furono posti nel presbiterio, mentre il resto rimase nella navata. Ne fu tentata la vendita da parte dell’arciprete Jori ma fortunatamente furono ritrovati e portati a Palazzo Ducale, da dove poi furono recuperati nel 1943.

 

La chiesa

 

La parrocchia