Parrocchia dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria

 

 

La chiesa

 

STORIA

- PRIMA COSTRUZIONE

- SECONDA COSTRUZIONE

- TERZA COSTRUZIONE

DESCRIZIONE

 - ESTERNO

 - INTERNO

 - SAGRESTIA

 - CIMITERINO ANTICO

 

PRIMA COSTRUZIONE

L’area di fabbricazione della chiesa fu donata dal duca di Mantova Vincenzo I, grazie anche all’intervento del Vescovo Francesco Gonzaga nel 1601.

Inizialmente fu dedicata alla Beata Vergine Annunciata e fu costruita nello stesso luogo dell’attuale. Era a navata unica con tre altari: il maggiore e due laterali, uno dedicato alla Beata Vergine del Rosario e l’altro a San Girolamo, protettore della chiesa.

Le dimensioni erano modeste, ma l’interno era ricco: Pala dell’Annunciata (dipinto posto sull’altare maggiore), immagini dei Santi, coro ligneo nell’abside.

Purtroppo però le piene del Po, l’abbandono dovuto alla terribile pestilenza del 1630 (vedi colonna tuttora innalzata davanti al cimitero come elemento votivo per la fine della pestilenza) e le continue scorribande dei ladri, provocarono il rapido degrado dell’edificio e quindi la sua ricostruzione.

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SECONDA COSTRUZIONE

La seconda costruzione della Parrocchiale si ebbe nella seconda metà del XVII secolo. In linea di massima il nuovo edificio fu costruito sulla base del precedente, quindi una sola navata, l’altare maggiore e i due laterali ancora dedicati alla B.V del Rosario e a San Girolamo.

Rispetto alla precedente, l'arredamento era più ricco e sontuoso: diversi dipinti erano disposti nella navata e nelle cappelle mentre l’altare maggiore era stato ornato con sei angeli scolpiti nel legno e con le ali ricoperte di lamine d’oro, sei candelabri e due busti di gesso.

A destra della porta di ingresso, lungo la navata, era la cappella privata dei Marchesi Cavriani, mentre diametralmente opposto il battistero.

Tale sfarzo contrastava nettamente col periodo storico molto negativo che viveva allora Mantova in seguito alla caduta del secolare ducato gonzaghesco: è probabile che alle spese abbiano contribuito non solo il Vescovo di Mantova, ma soprattutto i Marchesi Cavriani.

Addirittura, all’inizio del ’700, la Parrocchiale fu elevata ad Arcipretura, una carica molto elevata ricoperta appunto dall’arciprete, un sacerdote che aveva più di tutti gli altri suoi colleghi la responsabilità della cura delle anime dei fedeli. Ma di nuovo le piene del Po resero l’edificio inadatto.

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TERZA COSTRUZIONE

Risale alla seconda metà del XVIII secolo: il precedente edificio non fu abbattuto del tutto, venne lasciata la zona del presbiterio e della sagrestia, in modo che i fedeli potessero continuare ad assistere alle funzioni religiose.

Fu sovvenzionata dal marchese Antonio Cavriani, la cui moglie lasciò un’abbondante dote in cambio della celebrazione di 100 messe, della distribuzione di 100 lire ai poveri e dell'edificazione della cappella di Sant’Anna prima della sua morte.

Nel 1762 terminò la prima fase di costruzione, in cui furono portate a termine solo la navata e la facciata. Non si sa perché i lavori furono interrotti, probabilmente per la morte dei marchesi a pochi anni di distanza l’uno dall’altra (1756-1761).

La seconda fase di costruzione, che interessò il coro, la sagrestia e il cimiterino antico, cominciò nel 1785, grazie al lascito di don Giovanni Vedovi  di alcuni suoi terreni limitrofi alla chiesa. I lavori furono diretti per alcuni anni dal marchese Ferdinando Cavriani, che completò l’arredo della chiesa, per terminare probabilmente nel 1790, anno in cui fu benedetto il cimiterino antico.

Da allora la chiesa non subì altri importanti cambiamenti.

L’ultimo intervento da segnalare è il restauro della sagrestia nel 1983, anno in cui i mobili furono inviati, per questo scopo, al Palazzo Ducale di Mantova.

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La parrocchia