Padre Tullio Favali

 

Non possiamo restare indifferenti

 

 

Tullio scrive ai suoi amici dopo aver saputo dell'irruzione di ladri nella chiesa parrocchiale:

"Tulunan, 26 gennaio 1985

...Ho saputo del furto avvenuto nella chiesa di Sacchetta. Mi è dispiaciuto...tuttavia, questo fatto non deve farci dimenticare che avvengono cose molto più gravi, di cui dobbiamo stupirci e sdegnarci. L'attentato al treno in Italia prima di Natale; il disastro dell'India; la fame in Africa e la siccità che dimezza popolazioni intere; le condizioni di vita precarie, al di sotto della sussistenza, dei popoli sottosviluppati; le guerre che non sono di dominio pubblico.
Tutto ciò ci fa rabbrividire perché sono contro la persona umana. Passi pure che alcuni beni materiali vengano danneggiati, ma che ne è del danno e della violenza inferte alle persone? Quante vittime gridano contro la nostra responsabilità diretta o indiretta? Quante volte rimaniamo spettatori inerti di fronte a soprusi, ingiustizie ed oppressioni? Siamo chiamati in causa e interpellati a fare qualcosa secondo la nostra possibilità e capacità. Non possiamo rimanere indifferenti....
Scusate il mio sfogo, che non vuole accusare nessuno di voi, ma semplicemente è un interrogativo che attende una risposta e che rivolgo anzitutto a me stesso, che assisto ogni giorno a questa realtà. Il Signore mi illumini e mi assista nel compimento della missione a cui mi ha chiamato."

 

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Padre Tullio Favali

 

 

La parrocchia