Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - Pasqua 2011

 

Auguri Pasquali
dal vostro Vescovo


Penso che la solennità di Pasqua non abbia ancora raggiunto, nel cuore dei cristiani, la consapevolezza della sua importanza non solo nello svolgersi dell’anno liturgico, ma soprattutto nella coscienza della fede che essa evoca. Il Natale tocca fortemente l’emozione che si prova davanti a un bambino bisognoso di tutto per la sua sopravvivenza: e questo bambino come i nostri, è anche il Figlio di Dio! Le feste patronali delle parrocchie richiamano alle antiche tradizioni e ci convocano a un incontro fraterno e sereno, occasione per condividere la mensa e l’aiuto alle nostre comunità. 

Ma Pasqua ti obbliga a fermare lo sguardo su un Crocifisso, per credere che anche quell’uomo tradito dai suoi, sfigurato dalla violenza, calpestato nella sua dignità è ancora e davvero il medesimo Figlio di Dio. Hai un bel dire che lo ha fatto per noi: ci andrebbe forse bene se tutto finisse lì, ma lui ci ha detto invece che quella strada, seppure in modo non identico, è anche la nostra. Ci ha detto, insomma, che l’amore non è soltanto una bella parola da pronunciare o da vivere al solo livello sentimentale: quello vero, quello che dà speranza di costruire una vita che non termina mai, deve copiare il suo fino al dono totale di sé: “fate questo in memoria di me!”. 

Forse è anche per questo che la pasqua settimanale, memoria domenicale del Signore morto e risorto, non ci attira più di tanto, riducendosi a una tradizione (buona, comunque) o a un peso da sopportare (sgravandoselo dalle spalle appena si può). Infatti la Parola di Dio che viene proclamata ci ricorda sempre questo: il discepolo, il cristiano, dà concretezza alla speranza di salvezza che ci apre alla vita oltre la morte quando vive ogni giorno quell’amore che sa donare e perdonare, superare l’egoismo e cercare il bene di chi gli sta a fianco; insomma, sa che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.

Pasqua è una festa “forte”, che chiama la nostra vita e la nostra fede a un confronto decisivo: se davvero Gesù è risorto, se il suo corpo mortale (come il nostro) oggi fa parte integrante della divina Trinità, anche il mio corpo è chiamato a partecipare a quell’impensabile destino; ma non per questo mi è risparmiata la contraddizione della croce, simbolo del male che quaggiù canta sempre vittoria. Per questo Riconciliazione ed Eucaristia assumono un significato ancor più grande in questo tempo: sono il segno del nostro cammino dietro a Gesù, fatto di tanti bei propositi e sbagli ripetuti, ma poggiato sulla fiducia di ciò che è avvenuto una volta per sempre e attende solo di completarsi anche in noi, quando Dio vorrà.

BUONA PASQUA a tutti voi, sorelle, fratelli e figli carissimi! Buona vita cristiana che va incontro quotidianamente alla fatica della fede, con la certezza che il grido “è risorto! Non è qui” ci ripaga già ora di serenità e pace!


+ Roberto, vescovo