Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - Pasqua 2010

 

E’ PASQUA, se lo vogliamo!
Per tutti una memoria spiritualmente eversiva

“Passato il sabato Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono olio e profumi per andare a ungere il corpo di Gesù. E la mattina presto del primo giorno della settimana al levar del sole andarono alla tomba. Mentre andavano, dicevano tra loro: “Chi ci farà rotolar via la pietra che è davanti alla porta?” 

Ma quando arrivarono, guardarono e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata. Allora entrarono nella tomba. Piene di spavento, videro a destra un giovane seduto, vestito di una veste bianca. Ma il giovane disse: “Non spaventatevi .Voi cercate Gesù di Nazaret, quello che hanno crocifisso. E’ risuscitato, non è qui.”

Vorrei tanto che il mio augurio pasquale fosse il meno generico possibile e raggiungesse tutti.

Come fare per non escludere nessuno? Non vorrei escludere i vecchi dall’augurio di vita nuova che vorrei rivolgere ai giovani, né spiazzare i giovani dall’augurio di speranze indefettibili, di riconciliazione con la vita che vorrei rivolgere ai vecchi.

Ma saprò sopportare il sospetto del vuoto se augurerò ai poveri tempi migliori, ai contadini e agli artigiani valorizzazioni più giuste per le loro fatiche, agli operai e agli impiegati trattamenti più dignitosi, agli imprenditori e ai professionisti una vita meno convulsa? E ai disoccupati che dirò?

Ho pensato quindi di ricorrere alla suggestione della grossa pietra che la mattina di Pasqua le donne giunte nell’orto videro rimossa dal sepolcro.
Pasqua 2010

Ognuno di noi ha la sua grossa pietra. Una pietra enorme, messa all’imboccatura dell’anima, che non lascia filtrare l’ossigeno, che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro. E’ la grossa pietra della solitudine, della miseria, della malattia, della disperazione, del peccato.

Siamo tombe allineate. Ognuna con il suo sigillo di morte. Pasqua allora sia per tutti il rotolare della grossa pietra, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera dei rapporti nuovi.

E se ognuno di noi uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere la grossa pietra del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la prima Pasqua di Gesù.

PASQUA è la festa delle grosse pietre rotolate. Pasqua dunque non è la festa del ristagno.
In caso contrario avremo sempre una pasqua sterilizzata, delle liturgie innocue, delle aurore senza mattino.

CHE LA PASQUA 2010 sia per tutti una memoria spiritualmente eversiva. Solo allora questa allucinante vallata di tombe a cui spesso dà l’impressione di rassomigliare la terra, si muterà in serbatoio di speranze.

Il Risorto ci illumini di gioia e ci riempia di fiducia.
Con LUI ce la faremo.

Buona Pasqua!


Don Lucio