Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - Pasqua 2009

 

Lettera Aperta
ai candidati per le prossime elezioni amministrative di Sustinente
E' possibile mettere insieme tutte le nostre risorse per il bene del paese?

Vorrei mettermi a fianco di ciascuno di voi candidati alle elezioni amministrative del nostro paese per condividere le aspirazioni, le speranze e i progetti legati all'impegno prezioso e insostituibile che vi state prendendo per il bene della nostra convivenza.
Con semplicità, con affetto e con la coscienza di avere una parola da comunicarvi desidero offrire un po' di luce e uno stimolo affinché il bene di tutti sia sempre promosso e servito nella verità, nella liberta e nella giustizia.

Sappiamo tutti che è nel Comune, il luogo istituzionale più vicino alla gente, che tutti possono trovare il punto concreto e vivo dove con maggiore vicinanza lo Stato si china verso il cittadino, lo ascolta, cerca di risolvere i suoi problemi. E' proprio nel Comune che il cittadino può cominciare a cogliere facilmente il senso e l'anima del suo paese.

Chi governa a qualsiasi livello istituzionale dovrebbe essere proprio colui che più di altri si assume la cura della dignità di ogni persona umana, colui che si adopera perché tutti vengano onorati, siano degni di onore: sì, tutti, tanto più quelli che appaiono meno degni.
La comunità civile dovrebbe essere un solo corpo dove ciascun uomo e ciascuna donna si sentano necessari gli uni agli altri e dove ciascuno sia messo in grado di assumersi una responsabilità piccola o grande che sia nei riguardi di sé e degli altri.
Nessuno può dire: "Non ho bisogno di te." C'è una relazione sottile e insieme forte che ci lega gli uni agli altri; nessuno è così forte da potersi difendere da solo e nessuno deve essere lasciato solo. Tutti abbiamo bisogno degli altri; tutti abbiamo in misura maggiore o minore una responsabilità civile.

Come amministratori voi vi assumete questa responsabilità. A voi il mio sincero apprezzamento per questo, nella speranza che riusciate a vivere onestamente questa responsabilità senza alcuna distinzione nei confronti dei cittadini che vi sono affidati.

Con molto rispetto dei vostri ruoli futuri e con umiltà mi permetto di fare alcune considerazioni concrete.

Di che cosa ha bisogno il nostro paese? Quali priorità? 

Mi sembra necessario nel nostro paese promuovere la partecipazione ripartendo dalla fiducia.Tanti sono i fatti e le situazioni che hanno generato e generano sfiducia o una lettura negativa della realtà.
L'amministratore locale può essere l'artefice della fiducia perché il Comune è, tra le istituzioni, quella a cui il cittadino guarda con minor sfiducia.
Ridare speranza civile e con essa il gusto della responsabilità civile sia un vostro preciso impegno partendo dal creare occasioni di ascolto dei cittadini, di dialogo, di dibattito, di partecipazione.

All'interno di questo tema della partecipazione vorrei sottolineare la necessità del coinvolgimento dei giovani e di una attenzione speciale per loro.Vorrei che insieme ci chiedessimo: "Quale ambiente offriamo ai giovani? Quali opportunità? Perché occuparci di loro? Non è certamente né semplice né facile il rapporto tra i giovani e le istituzioni. Questo è un punto dove potremmo mettere in atto una creatività maggiore per aiutarli ad essere cittadini, per dare a loro possibilità educative ricche. Non tutto dipende da voi ma molto potete fare per sostenere le famiglie nella difficile arte dell'educare.

E a proposito dello stato sociale (casa, servizi alla persona, sostegno ai cittadini in difficoltà, integrazione dei nuovi cittadini …ambiente …lavoro) cosa posso dirvi? Non è mio compito darvi delle indicazioni tecniche. Oggi molto è cambiato e spesso vi capiterà di voler fare di più e non avrete i mezzi necessari. Tuttavia ci sia sempre al centro il cittadino nel suo essere persona. Le risorse economiche sono solo uno strumento, non un fine. Siate amministratori oculati capaci di tagliare dove è necessario ma che si ricordano sempre che i mezzi economici non sono l'obiettivo ultimo dell'amministrazione.

Ricordatevi che sarete lì in Comune per servire l'uomo, per venire incontro alla sua domanda di umanità, al suo bisogno di tener ben stretta la sua dignità, di veder esaudito il suo diritto di cittadinanza, di poter vivere pienamente il suo dovere di cittadinanza. Ricordatevi che il dialogo e il confronto aperto con tutti (privati, associazioni di vario genere, aziende) sono da perseguire ad ogni costo per il bene del nostro paese. Lo scontro specie se è frutto di pregiudizi o di sospetti crea solo danni.



Una questione di stile 

Quale rapporto tra maggioranza e minoranza? E' chiaro che non c'è democrazia senza dibattito. E il dibattito fatto con convinzione, con entusiasmo, con passione, non deve scandalizzare: appartiene alla natura delle cose. Però il dibattito democratico vede un uomo di fronte all'altro impegnati su una questione, non sull'insulto reciproco, sulla vicendevole disistima, sull'idea che l'altro è un nemico da abbattere. E' un bene e un dovere di tutti. Ritrovate allora i modi e i toni corretti per un civile dibattito democratico senza finzioni e trappole senza strategie segrete per distruggere l'altro. 

Combattiamo per un idea, per un progetto, per scelte politiche diverse o alternative ma solo per questo. I politici e gli amministratori hanno gravi responsabilità sulla stima e o disistima che nascono nei confronti della democrazia e della politica anche a livello locale.

Pensate quindi all'avversario come a una persona che ha il vostro stesso impegno nel costruire un futuro migliore ma che sceglie strade diverse e propone altre soluzioni.

Vorrei dirvi: stimatevi a vicenda, siate avversari leali, confrontatevi sul merito delle questioni.
E tutto costruirà proprio a partire dal basso una diversa stima per la politica e per la democrazia.


Con il desiderio di poter collaborare in modo leale e costruttivo con chi sarà scelto per amministrare il nostro paese, vi porgo i più cordiali auguri.


Don Lucio