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Natale
povero e ...Presepi troppo ricchi!
Caro Gesù quest'anno voglio scrivere a te: per tanti motivi. Prima di tutto perché so che tu mi leggerai di sicuro e la mia lettera non rischierà di finire come le tu.
Ce ne hai scritte tante e sono tutte lettere d'amore, ma noi non le abbiamo neppure aperte. Nel migliore dei casi le abbiamo scorse frettolosamente e con aria annoiata.
Poi perché so che tu non ti fermi a fare l'analisi estetica di ciò che ti dico. Tu vai sempre al nocciolo o alla radice e sei imbattibile a leggere sotto le righe. E anche stavolta sotto le righe scorgerai il mio cuore gonfio di paura e di speranza, di preoccupazioni e di tenerezze.
Poi perché tu rispondi sempre e non passi mai nulla sotto silenzio.
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Ma scrivo a te soprattutto perché a Natale ti incontrerai con tantissime persone che verranno a salutari. Tu le conosci a una a una. Beato te che le puoi chiamare tutte per nome. Io non ci riesco.
Dal momento che passeranno a trovarti se non nella Messa e nei Sacramenti almeno nel presepe, perché non suggerisci loro, discretamente, che non te ne andrai più dalla terra e che pur trovandoti altrove per i tuoi affari, hai un recapito fisso nella tua chiesa dove ti potranno trovare ogni volta che lo vorranno?
E a proposito di recapito non pensi che la tua chiesa, il cui grembo hai deciso di abitare per sempre, abbia bisogno di restauro?
Si tratterà, Signore, di restauri costosi, perché da ricca deve diventare povera, da superba deve diventare umile, da troppo sicura deve imparare a condividere le ansie e le incertezze degli uomini, da riserva di aristocratici deve diventare fontana del villaggio.
Visto che mi sono messo sulla strada delle raccomandazioni posso approfittare dell'amicizia per fartene qualche altra?
Aiuta i miei fratelli sacerdoti a lasciarsi condurre dallo Spirito di libertà, di giustizia, di comunione e di servizio.
Dona ai laici della nostra chiesa la gioia di te che fai nuove tutte le cose.
Esorcizza nelle nostre comunità la paura del vuoto, l'impressione che si campi solo sulle parole, il sospetto che di ardito amiamo solo le metafore.
Metti nel cuore di chi sta lontano una profonda nostalgia di te..
Asciuga le lacrime segrete di tanta gente che non ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo e di chi non attende nessuno, di chi a Natale non riceverà nemmeno una cartolina. Gonfia di speranze il cuore degli uomini, piatto come un otre dissecato dal sole.
Ricordati, Signore, dei ragazzi che hanno fatto scelte sbagliate.
Ricordati di chi ha tutto e non sa che farsene: perché gli manchi tu.
Ricordati di tutti i poveri e infelici di cui spesso io mi dimentico.
Buon natale a te, o Gesù, che oltre a vivere e regnare per tutti i secoli, muori e sei disprezzato su tutta la faccia della terra nella vita sfigurata degli ultimi.
Don Lucio
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