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La speranza nonostante tutto
Dal vangelo secondo Giovanni: "Maria era rimasta a piangere vicino alla tomba. A un tratto chinandosi verso il sepolcro vide due angeli vestiti di bianco. Stavano seduti dove prima c'era il corpo di Gesù, uno dalla parte della testa e uno dalla parte dei piedi. Gli angerli le dissero: Donna perché piangi? Maria rispose: Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno messo. Mentre parlava si voltò e vide Gesù in piedi ma non sapeva che era lui. Gesù le disse: Perché piangi? CHI CERCHI?......"
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E' una domanda molto significativa. E' la domanda che il risorto rivolge all'uomo: tu cerchi qualcuno che ti asciughi le lacrime, che ti ami con amore fedele, che ti salvi: tu non sai chi cerchi ma stai cercando il tuo Dio. Se ascoltiamo questa domanda, se ci sforziamo di rispondervi allora sentiremo anche noi pronunciare il nostro nome come la donna sentì Gesù che le diceva: "Maria."
Gesù risorto fa che ci lasciamo domandare perché piangiamo oggi, quali sono le nostre più profonde sofferenze. Gesù risorto fa che noi possiamo andare a fondo del nostro cuore per vedere che cosa cerchiamo, qual è l'oggetto della nostra ricerca senza limiti. Se preghiamo, Gesù ci aiuterà e troveremo che cerchiamo una persona, che cerchiamo lui morto e risorto per noi. Ci aiuterà a rotolare via la pietra dal sepolcro della nostra vita riconoscendo che lui è vivo ora e sempre.
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Che cosa significa che Lui è risorto? Dov'è la vittoria di Cristo sulla morte e sul male?
Non abbiamo un idea esatta della liberazione che ci porta la Risurrezione di Gesù.
Noi coltiviamo l'idea fantasiosa e illusoria che tutto possa e debba cambiare all'improvviso, che dall'oggi al domani non ci debbano essere più dolori, malattie, turbamenti sociali, ingiustizie, corruzioni, guerre. E quando vediamo che gli uomini continuano a soffrire allora siamo presi dalla delusione.
C'è da capire che se la vittoria di Gesù che noi proclamiamo riguarda certamente il male nel mondo, la morte, il peccato, la guerra, la violenza le armi, il poco rispetto per la vita, le ingiustizie sociali, essa però parte da noi.
Ci sarà un tempo che non conosciamo in cui la vittoria definitiva di Gesù si realizzerà. Una cosa è adesso certa: che la vittoria avviene anzitutto in noi.
Avviene in me, avviene in noi e attraverso di noi nella mia famiglia, nella società, nel paese e nella comunità.
Noi siamo la prima opera del risorto, noi siamo la rivelazione della sua vittoria.
Noi possiamo diventare principio di un mondo nuovo a partire dalla nostra persona rinnovata dalla presenza viva di Gesù risorto.
Il cambiamento della società che tutti noi auspichiamo dipende anche da ognuno di noi: dalla nostra partecipazione alla vita civile, dalla nostra solidarietà, dalla nostra onestà, dal nostro sentirci responsabili della cosa pubblica e dal nostro amore al bene comune più che al bene particolare o di parte.
E' questo il mio augurio pasquale.
Don Lucio
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