Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - Natale 2007

 

Un saluto a don Luigi
da parte di una parrocchiana

Quando una persona cara ci lascia, al dolore della scomparsa si aggiunge una difficoltà incredibile nell'esternare, formulare, in un certo senso "raccontare" il proprio dolore; il rischio, tutt'altro che scontato, nel cadere in una retorica che fischia, ahimè, di svilire e di sminuire la figura e l'umanità di una persona.

Sono qua assieme a voi, certamente a rappresentare l'amministrazione di Sustinente, ma soprattutto come parrocchiana di Sacchetta, a provare a dare forma ad un ultimo ricordo di don Luigi, il "nostro" don Luigi.

Parlare di lui è facile ma al tempo stesso difficile: facile, perché in trentacinque anni di missione in mezzo a noi è divenuto parte essenziale della comunità di Sacchetta, difficile poiché è quasi impossibile condensare in poche parole il ricco quadro di emozioni, di esperienze, di immagini quotidiane che si sono accumulate in questi anni. 

Sono sicura, è quasi superfluo ricordarlo, che molti di voi condividono con me le stesse identiche esperienze di parrocchiana e di cristiana che don Luigi ci ha aiutato a percorrere: dal battesimo, alla cresima, al matrimonio, al funerale di un parente, don Luigi è entrato con discrezione in questa comunità e l'ha stretta attorno a sé, come questo piccolo pugno di case si stringe attorno alla chiesa parrocchiale; una chiesa che, con la sua storia e la sua arte, è stata amata da don Luigi quasi quanto le persone cui ha dedicato la sua attività pastorale: perché don Luigi non era solamente un "curato di campagna", ma un uomo di grande intelligenza e minuziosa cultura, con un amore sconfinato per l'arte e la musica, con il gusto di un'erudizione mai fine a sé stessa, ma filtrata con la grande umanità di chi ha scelto di "stare" in mezzo alla gente. 

Don Luigi era questo, una mente aperta e curiosa, un conversatore arguto e con il quale, proprio in virtù della convinzione con cui difendeva le proprie idee, era anche facile avere occasioni di scontro, ma che, alla, fine, non era nient'altro che un padre, e che come tutti i padri sapeva essere ruvido ma comprensivo con i propri figli; e dispiace, sapendo e conoscendo tutti la grande vitalità che lo contraddistingueva, avere assistito, in questi ultimi tempi, a come l'inesorabile scorrere degli anni lo avesse segnato, a come il verificarsi di qualche episodio spiacevole lo avessero prostrato nel corpo e nello spirito. 

Un sottile dispiacere, ma che non adombra per niente il ricordo della sua presenza, ultratrentennale, nella nostra parrocchia; perché don Luigi rimarrà sempre il "nostro" don Luigi, quello che ricordava i suoi brillanti trascorsi di studente in seminario, quello che cercava sempre di abbellire e impreziosire, una chiesa a cui era tanto affezionato, ma che non disdegnava di sedersi in mezzo a noi, quando cercavamo un po' di riposo nelle giornate più calde, per fare tranquillamente due chiacchiere. 

Il "nostro" don Luigi: un grande parroco, un grande uomo 
Uno di noi


Cristina Gerbelli