Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - Pasqua 2006

 

Viaggio in Bangladesh

di Debora e Michele

Il viaggio inizia a Settembre quando Padre Dino, il nostro missionario in Bangladesh, ci invita a raggiungerlo a Bonpara per le vacanze di Natale. Tra il desiderio e l'incertezza, accettiamo di partire; il 26 Dicembre prendiamo il volo da Milano Malpensa per Dhaka, scalo Doha in Qatar.

Debora in Bangladesh L'arrivo a destinazione è quantomeno scioccante; ad accoglierci smog, traffico, una calca impressionante di persone che ci fissano con lo sguardo incuriosito ed interessato. Sono le 18.00 del 27 Dicembre (ora locale), accorre in nostro soccorso Padre Dino, col quale l'indomani, dopo una tappa al centro PIME di Dhaka, raggiungiamo la missione di Bonpara. 

Bonpara è un villaggio appartenente al distretto di Natore, nella parte centro - occidentale del Bangladesh; è popolato da una comunità di cristiani le cui abitazioni si trovano attorno alla missione.
Un muro di cemento cinge l'area della missione; in facciata la Chiesa, alla sinistra il Centro di ricamo, l'abitazione delle suore e l'ostello femminile; dall'altra parte si trovano la canonica, l'alloggio per i pellegrini e l'ostello maschile. Il tutto circondato da una ricca e curata vegetazione.

Uscendo dalle mura vi sono la scuola elementare (Primary School), il dispensario, il seminario minore, la nuova Chiesa in costruzione e più lontano la scuola superiore ( High School).
Nella missione vivono 300 ragazzi e ragazze, provenienti da zone diverse del Bangladesh; qui trovano una sistemazione per l'intera durata del loro ciclo di studi. La missione provvede anche al loro completo mantenimento sfruttando le risorse interne che possiede, dalla coltivazione di ortaggi all'allevamento di pesci e di maiali. 
Ricamatrici nella Missione di Padre Dino in Bangladesh

Complessivamente il numero dei ragazzi che frequenta le scuole della Missione si aggira attorno ai 3000 studenti. Le richieste di ammissione alle scuole e agli ostelli sono molte, per cui gli ingressi sono regolati da esami di selezione. Le scuole sono frequentate da cristiani, da musulmani e da induisti.
Padre Dino è parroco della missione da circa 15 anni , è coadiuvato da un vice parroco e talvolta anche da seminaristi o diaconi.
Per i cristiani di Bonpara Padre Dino rappresenta un punto di riferimento importante anche per aspetti di carattere non prettamente spirituale. 
Durante la nostra permanenza, abbiamo potuto godere della calda ospitalità ed accoglienza degli abitanti di Bonpara; tutti facevano a gara per offrirci un dolce caratteristico e una tazza di thè.
La cosa che più ci ha stupiti è che in tutte le famiglie c'era sempre un vassoio pronto per chiunque potesse arrivare e in meno di 3 minuti servivano the, caffè e dolci caratteristici rigorosamente fatti in casa (anzi fuori casa perché la cucina si trova all'esterno ).
Per le buoni condizioni climatiche, il periodo natalizio è ricco di feste, ricorrenze e celebrazioni solenni: matrimoni, anniversari di matrimoni, ordinazioni sacerdotali.
Tutta la comunità partecipa a questi momenti, tutti fanno festa, con gioia e con colore.
Oltre alla Missione, grazie alla disponibilità di Padre Dino, abbiamo avuto modo di scoprire altre realtà del Bangladesh; in particolare balza evidente come la vita di molti bengalesi si svolga prevalentemente sulla strada: non si contano 10 mt. senza incrociare qualcuno; sulla strada si stende il riso; si fa mercato su gran parte della carreggiata; le corsie sono invase da biciclette (taxi), vent (carretti trainati da persone per il trasporto di cose o persone), pecore, cani, mucche, polli…; la strada è anche il luogo dove trovare una qualsiasi forma di occupazione per quanto temporanea: principalmente trasporto persone, legname, ortaggi, fieno, riso, ma anche demolizione di pietre per ricavarne materiale per l'edilizia; il tutto nel più assoluto principio del "vivere alla giornata", a mezzo di espedienti.
Tra i vari luoghi visitati, il lebbrosario di Danjuri, l'ospedale di Saint Vincent a Djinaspur, testimoniano con vigore la situazione di miseria e di emarginazione cui è costretta la popolazione bengalese, basti pensare che in alcuni casi pur di vedersi garantito un pasto ed un letto si è disposti a riaprirsi le piaghe della lebbra.
Ancora, la missione di Marjanpur, Puljona, Sirajganj, Borni, la Comunità di Singra (luogo per ritiri), la missione di Voldi-pokur, la PIME HOUSE di Djinaspur, le città di Rajshahi e la capitale Dhaka. 
Ogni luogo visitato ha una sua specificità e rende testimonianza dei differenti carismi di chi vi opera. Questo rende ancor più affascinante immedesimarsi, lasciandosi coinvolgere seppur per pochi giorni, nella realtà bengalese.
Personalmente è stata un'esperienza molto significativa, sia perché ci ha permesso di scoprire realtà e stili di vita completamente diversi dai nostri, e prima d'ora impensabili, sia perché ci ha dato modo di gustare un nuovo modo di vivere la fede come totale dono di sé, sull'esempio dei missionari incontrati.