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La
Pasqua di Gesù e la nostra pasqua
"Dal vangelo di
Matteo"
"Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la regione fino alle tre del pomeriggio.Verso le tre Gesù gridò forte: "Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?" Subito dopo uno dei soldati corse a prendere una spugna, la bagnò nell'aceto, la fissò in cima a una canna e la diede a Gesù per farlo bere.
Ma Gesù di nuovo gridò forte e poi morì.
Il giorno dopo era sabato. I capi dei sacerdoti e i farisei andarono insieme da Pilato e gli dissero: "Eccellenza ci siamo ricordati che quell'imbroglione, quand'era vivo, ha detto: "tre giorni dopo che mi avranno ucciso, io risusciterò". Perciò ordina che le guardie sorveglino la tomba fino al terzo giorno così i suoi discepoli non potranno venire a rubare il corpo e poi dire alla gente: E' risuscitato dai morti!".
Il giorno dopo all'inizio del primo giorno della settimana Maria Maddalena e l'altra Maria andarono ancora a vedere la tomba di Gesù: Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare via la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo e una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte.
L'angelo parlò e disse alle donne: "non abbiate paura voi. So che cercate Gesù,
quello che hanno crocifisso. Non è qui perché è risuscitato proprio come aveva detto". |
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E' ancora molto vivo in noi il ricordo degli ultimi funerali che hanno segnato in modo triste la seconda settimana di marzo. Abbiamo vissuto quei giorni con grande senso di solidarietà che ci ha portato a condividere il dolore delle famiglie che hanno perso persone molto care.
C'è un chiodo che prima o poi ci costringe con le spalle al muro: il senso e il perché della morte. Ognuno è costretto a misurarsi con la morte, a decidere una linea di condotta di fronte a essa. Anche chi non ci pensa mai, in verità, la teme; anche chi la esorcizza, in verità, ne è interpellato: "Potrei morire anche adesso. C'era la luce e adesso c'è il buio. Ero di qua e adesso devo passare di là! Ma di là dove? Non ci sarò più. E allora? Allora non succederà nulla. E dove andrò a finire quando non ci sarò più? E la morte? No, no, non voglio." (L.Tolstoi)
Di fronte alla nostra morte, Gesù si presenta come la risurrezione e la vita, come il Signore della vita che sconfigge la morte.
La grande sorpresa del mattino di Pasqua è il sepolcro vuoto. Come mai il Signore non è dove è stato posto, dove ognuno è o sarà posto per sempre?
E' un'assenza indebita, più angosciante della stessa morte: infrange l'unica certezza indubitabile.
Infatti nasciamo per caso, ignoriamo come e quanto viviamo; siamo però sicuri di tornare alla terra dalla quale veniamo. Il sepolcro è il luogo di convegno universale. Lì gli uomini sono riuniti, tutti ugualmente sconfitti, preda della morte.
Il sepolcro vuoto è il presupposto della fede cristiana che pone come destino dell'uomo non la morte ma la risurrezione. "Se Cristo non è risuscitato, allora vana è la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede" dice San Paolo. Chi nega la risurrezione dei morti nega anche la risurrezione del Figlio primizia di ogni fratello. Dio amante della vita, nulla disprezza di quanto ha fatto: tutto ha creato per l'esistenza. Non la morte è un male, ma il nostro modo di concepirla. Se FACCIO DEL MIO IO il mio DIO, principio e fine di tutto, allora per me la morte è la fine di tutto.
L'uomo essere corporeo è delimitato dallo spazio e dal tempo: occupa un certo luogo per un certo numero di giorni. Ma il limite del suo spazio non è luogo di lotta ma di alleanza con gli altri; il limite del suo tempo non è la fine di tutto, ma la comunione con il suo PRINCIPIO che è Dio da cui è venuto.
E' l'interpretazione più bella, l'unica ragionevole della vita e della morte.
Buona Pasqua!
Don Lucio
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