|
|
Come
educare i miei figli?
Scrivo perché ho un po' di confusione su come educare i miei figli. Io sono sempre stata educata alla correttezza, se ad esempio prendevo una nota a scuola i miei genitori mi sgridavano, mentre oggi i genitori criticano gli insegnanti se richiamano i figli; anche mio marito ha un'educazione simile. L'altro giorno, per televisione ho visto che veniva presentato un documento firmato da molte personalità importanti del mondo scientifico ed industriale nel quale si auspicava un recupero di un'educazione seria che riprenda certi valori come rispetto, disciplina, capacità di impegnarsi, correttezza, ecc.; a me è piaciuto molto.
Poi, però, nella realtà quotidiana vedo che questi valori sono poco seguiti e, a volte, a seguirli si passa per poco furbi.
Sinceramente sono incerta su come educare i miei figli; fortunatamente sono ancora molto piccoli ed ho ancora un po' di tempo per pensarci.
Una madre
Certamente il mestiere di genitore è un mestiere molto difficile; come questa lettera ci dimostra, un genitore si trova ad assumersi la grave responsabilità di compiere delle scelte educative che incideranno profondamente nella psiche dei figli e peseranno enormemente su tutto il loro futuro.
Devo crescere dei "furbi" o degli "ingenui"? Sembra chiedersi questa madre ed assieme a lei molti altri genitori.
Ovviamente sappiamo che una società di soli "furbi" non va avanti a lungo e rischia di collassare in una conflittualità strisciante cronica.
Evidentemente, il fatto che parecchie personalità eminenti, dietro di loro anche una moltitudine di persone normali, sentano l'esigenza di ridare enfasi ad una serie di valori che sono basilari per la convivenza civile e lo sviluppo di una società è indice che purtroppo questi valori vengono spesso calpestati nella realtà quotidiana.
Personalmente condivido quei valori e mi unisco alla moltitudine di persone normali che ne auspicano la rivalutazione anche se so che non è sempre facile coniugarli nella realtà quotidiana.
La serietà della scelta in ballo è comunque alta, è una responsabilità pesante sia al cospetto dei figli che della società e credo che nessuno possa togliere alla madre che scrive, come ad altri, l'onere di compiere quella scelta in piena libertà e responsabilità.
dr. Giuseppe Cesa
psicologo - psicoterapeuta
|