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Il
Mistero del Natale
Due mila anni fa, una notte desolata. Poi la luce. Cosa rimane di quel giorno?
Dal Vangelo di Luca: "Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla perché per loro non c'era posto nell'alloggio."
Due mila anni fa. Una grotta, una notte desolata, due genitori angosciati. Poi il miracolo. La luce sfolgorante. Il canto degli angeli. La lunga processione dei pastori. Oggi nel nostro cuore e nella nostra sensibilità di postmoderni un po' indifferenti cosa rimane di quel momento?
E' possibile tentare un parallelo tra le situazioni del "primo presepe" e le nostre difficoltà familiari? Non voglio proporre una imitazione acritica di una situazione, la notte di Betlemme e di un modello familiare, la famiglia di
Nazareth, unici e irripetibili nella storia della salvezza. Ma per comprendere più a fondo come quella notte e quella famiglia sono diventati il modello del nostro modo di guardare al mistero di una nuova vita. Evento che oggi come allora sconvolge.
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Chi è oggi il bambinello?
Ogni bambino che nasce è il segno del mistero del natale. Dipende dalla nostra capacità contemplativa. Cioè dalla capacità di cogliere nell'ordinario lo straordinario di Dio. Anche se Gesù non è "un bambino "normale", la sua nascita è la nascita di un bambino accolto con amore dalla sua famiglia ma emarginato dal contesto sociale. Credo che di fronte al Bambinello ci venga spontaneo pensare a tutti quei bambini che oggi nascono in un contesto di emarginazione e che iniziano la loro vita con poche speranze di poterla realizzare in modo pienamente umano, secondo quello che sono i diritti minime della persona.
Possiamo pensare ai bambini in territori dove è in atto una guerra, oppure ai bambini che nascono sulle navi cariche di immigrati approdati sulle nostre coste.
Gli sposi di Nazaret, il coraggio di amare.
Si può fare un paragone tra gli sposi di Nazaret e i genitori dei nostri giorni ? Per Maria e Giuseppe il mistero di Betlemme è innanzitutto un mistero di accoglienza. Giseppe e Maria non hanno né cercato né voluto un figlio, ma l'hanno accolto con tutti i travagli e i problemi che esso comportava. Come non vedere l'immagine di Giuseppe e Maria in tutti quegli sposi che sanno accogliere la vita anche quando non è cercata e pianificata?
La loro accoglienza è stata immediata e non ha richiesto ragioni. Oggi fanno così tutte quelle coppie che sanno aprirsi, dilatando i loro confini genitoriali oltre il dato biologico, accogliendo attraverso l'affido e l'adozione tutti quei bambini che chiedono di essere amati. Ma sono segno della coppia di Nazareth anche quegli sposi che sanno accogliere e custodire ogni forma di vita anche quando essa non ha i canoni della normalità.
I pastori del terzo millennio nella realtà familiare.
I pastori del presepio vivevano fuori dalla società, ai margini della vita sociale . Eppure sono proprio loro dopo Maria e Giuseppe a ricevere per primi la buona notizia.
Oggi sono tutte quelle coppie che vivono ai margini della società e del mercato mondiale, oppure tutte quelle coppie che vivono da clandestini in una nazione sopportando paura e nascondimento.
Nella nostra società italiana sono quelle coppie di sposi che vivono da separati e da divorziati e che si sentono ai margini o fuori delle mura della chiesa. Quelle coppie che con sofferenza ma con speranza tentano di ricominciare una storia d'amore con un nuovo partner. L'annuncio del natale è anche per loro.
Buon Natale a tutte le nostre famiglie.
Don Lucio
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