Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - pasqua 2004

 

Il credo musulmano

L’affermazione centrale del « credo » dei musulmani è : “C’è un solo Dio, Allah; un solo profeta, Maometto; un solo libro, il Corano”. Attorno ad essa sono costruiti i punti fondamentali della fede musulmana.

 

1 – “Un solo Dio” – Questo atto di fede in un Dio unico non è una invenzione di Maometto, ma appartiene già alla religione di Mosè e di Gesù Cristo. Ma con notevoli differenze:

·        è un Dio creatore ma lontano e nello stesso tempo misericordioso

·        viene annunciato dai profeti, Abramo, Mosè, Gesù e Maometto, colui che ha concluso la rivelazione

·        è manifestato dagli angeli, messaggeri divini e accompagnatori degli uomini

·        è sovrano del giorno del giudizio: tutti compariranno davanti al suo tribunale per essere giudicati

·        è Signore del destino: è l’autore del qadar, cioè una decisione che fissa in anticipo il futuro eterno di una persona. Questo è contrario alla fede cristiana in quanto, predestinando in partenza un individuo all’inferno o al paradiso azzera il diritto alla piena libertà e alla capacità di scegliere il destino finale

 

2 – I profeti – Il Corano ne cita 114

 

3 – Gli Angeli – Sono al servizio di Dio

 

4 – I libri rivelati – Comprendono il Pentateuco, i salmi di Davide, il Vangelo e il Corano

 

5 – L’ultimo Giorno – Il giudizio finale di tutta l’umanità

 

6 – Il destino – Un musulmano deve accettare tutto quello che avviene al di fuori della propria volontà; ma questo non esclude la responsabilità delle proprie azioni.

 

 

I   PILASTRI  DELL’ISLAM

 

Il Corano impone questi riti che accompagnano il cammino della salvezza.

  1. La professione di fede (shahada): afferma l’unicità assoluta di Dio espressa nella formula: “Non c’è altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta”. Basta pronunciarla davanti a due testimoni per diventare musulmano. È una delle sette formule diffuse dal muezzin dal minareto, per ricordare ai fedeli l’obbligo della preghiera.
  2. La preghiera quotidiana (salat): è scandita da 5 appuntamenti, tra l’aurora e il levar del sole, il mezzogiorno, verso le 16, al tramonto e all’arrivo della notte. Si prega da soli o in compagnia, nella moschea, in casa, per strada, sul lavoro. Il fedele si rivolge verso la Mecca, compie gesti di abluzione con acqua o sabbia, si inchina profondamente a terra ripetendo invocazioni del Corano. Il mezzogiorno del venerdì la comunità è invitata per la preghiera nella moschea.
  3. Il digiuno (sawm): nel nono mese del calendario lunare musulmano, ramadan, è vietato mangiare e bere, avere rapporti sessuali, fumare, dall’alba al tramonto. Più che penitenza, il ramadan è una specie di professione di fede che cancella i peccati prima del digiuno.
  4. L’elemosina (zakatv): è una tassa, una forma di restituzione di qualcosa che si è ricevuto da Allah. Parte del raccolto viene dato ai poveri. Qualche spicciolo scivola nelle mani di chiede l’elemosina agli ingressi delle moschee.
  5. Il pellegrinaggio (hajj): il sogno di ogni credente è vedere la Mecca almeno una volta nella vita, anche se è povero ed è costretto a bruciarsi i risparmi di tutta una vita. Il pellegrinaggio è avvolto in un’atmosfera magica. Chi va nella Città Santa ripercorre idealmente il cammino “audace e sacro” di Maometto. Il credente raggiunge la Ka’ba in tunica bianca, segno di purificazione. Compie 7 giri attorno all’edificio della Pietra Nera, baciandolo. L’entrata all’interno è off-limits ai non-musulmani. Il primo occidentale a raggiungere la Pietra Nera, camuffato da musulmano, fu l’italiano Ludovico Varthema il 18 maggio 1503.