Parrocchia di Sustinente

 

PUNTELLI - pasqua 2004

 

Famiglia oggi,
la nuova avventura

Se, per esempio, nell’ambiente di lavoro ci capita di non andare d’accordo con un collega e ne parliamo con qualcuno, quest’ultimo probabilmente ci dirà: “Ma mica te lo devi sposare! Fai le tue ore, a volte dovrai portare pazienza, ma finite le ore di lavoro hai chiuso.”

Questa breve comune risposta racchiude in sé un profondo significato: sottolinea l’unicità e la totalità del rapporto matrimoniale in confronto a tutti gli altri rapporti. In effetti, mentre in tutti gli altri tipi di rapporto il contatto è limitato nel tempo, nello spazio e nell’intensità, e, quindi, esistono scappatoie che permettono di evitare di confrontarsi su aspetti problematici del rapporto, nel matrimonio no.

Nel matrimonio si condivide un tempo infinito (fino a che morte non ci separi), lo spazio più intimo (cucina, camera da letto, bagno, ecc.), i problemi educativi dei figli, le scelte da fare, ecc. Il rapporto tra fidanzati-innamorati può essere più intenso, ma sicuramente meno coinvolgente e totale. Nel matrimonio l’individuo entra in ballo con l’altro su tutto. Si pensi, per esempio, ai mille aspetti della gestione domestica, all’apparentemente semplice decisione su chi pulisce la casa e chi lava la biancheria, ecc. In passato, nella nostra società, esistevano dei ruoli culturalmente ben definiti per cui era relativamente facile e chiaro, fuori discussione, decidere chi faceva cosa e chi decideva cosa. Una coppia che si formava, quindi, aveva dei binari su cui andare. Oggi, invece, le cose sono un po’ cambiate; i cambiamenti culturali, sociali ed economici (condivisibili o meno che siano) hanno rimescolato le carte ed ognuno deve cercare degli equilibri relativamente nuovi.

 

Dott. Giuseppe Cesa,

psicologo-psicoterapeuta