Articoli Sustinentesi

 

L'antico che si ripropone
                                                           di Mario Ginelli 

 

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Se si considera l’aforisma “Non si sa dove si va se non si sa da dove si viene”, non è tempo perso il ricordare antiche massime e proverbi, espressi in dialetto, patrimonio popolare dei nostri avi del novecento, trasmessi fino a noi da appassionati cultori del vernacolo.
Da tanto interesse dei tempi andati, il corrispondente ha la preziosa opportunità di illustrare motti che tra il serio e il faceto richiamano l’attenzione su personaggi, didascalizzano situazioni e soluzioni e suggeriscono risultati.
Parlando di antico, come non cogliere l’occasione di onorare una maestra d’asilo ultracentenaria che offre una lirica per compiacersi di due adozioni africane, scritta per rendere omaggio allo spirito solidale di due famiglie sustinentesi.

DETTI PIU’ VOLTE RIDETTI:

Scoperti su un calendario, vengono riproposti scanditi dai mesi dell’anno e dalle stagioni di appartenenza.

GENNAIO:

AL FRED AD SANT’IGNASI AL SBREGA LI GAVASI.
(il freddo di sant’Ignazio rompe i ceppi degli alberi)

PER SANT’AGATA L’URTULAN AL SUMNA LA SALATA.
(per Sant’Agata l’ortolano semina l’insalata)

SE A PIOEF AL PRIM ADL’AN A PIOEF PAR TUT L’AN.
(se piove il primo dell’anno piove per tutto l’anno)

A VAL PUSÈ AN GRAM AD FURTUNA CHE AN QUINTAL D’INSZEGN.
(vale di più un grammo di fortuna che un quintale d’ingegno)

CHI TEGN LA CURUNA IN MES AI DI S’IN CIÀVA MIA ÜN IN CIÀVA TRI.
(chi tiene la corona tra le dita se non ne imbroglia uno ne imbroglia tre)

FEBBRAIO:

L’ARIA FRESCA DLA MATINA LA VA BEN PAR LA CANTINA.
(l’aria fresca della mattina va bene per la cantina)

AL LAT AL STA IN DLA GREPIA.
(il latte si fa con la greppia piena d’alimento)

LI DONI LI GHÀ TRE ETÀ:QUELA CHI GHÀ, QUELA CLI MUSTRA E QUELA CHI DIS.
(le donne hanno tre età: quella che hanno, quella che mostrano quella che dicono di avere.)

MARZO:

SA PIOEF AL DI ADL’ASENSA, PAR QUARANTA DI SAREM MAI SENSA.
(se piove il giorno dell’Ascensione, per quaranta giorni non saremo mai senza)

MEI MURIR IN L’USTARIA CHE CREPAR IN FARMACIA.
(meglio morire all’osteria che crepare in farmacia)

QUAND AL GALET AL CANTA SZU D’URA SE A GHÈ SEREN AS NIÙLA.
(quando il galletto canta fuori ora, se c’è sereno si annuvola)

PAR LA NUNSIADA LA PRIMAVERA L’È RIVADA.
(per l’Annunciazione la primavera è arrivata)

APRILE:

PAR SZAN SORS LA SPIGA AL’ORS.
(per San Giorgio la spiga all’orzo)

QUAND LA VIDA LA SPUNTA IN AVRIL A S’IMPINIS AD VIN AL BARIL QUAND LA SPUNTA IN MAG A S’IMPINIS AD VIN AL TINAS.
(quando la vite germoglia in aprile si riempie di vino il barile, quando quando germoglia in maggio si riempie di vino il tino)

LA CUNSULASIUN D’AN DISPRÀ L’È VÉDAR CL’ALTAR ANDAR IN RUINA.
(la consolazione di un disperato è vedere l’altro andare in rovina)

PRET IN BICICLETA NUITÀ SECA.
(prete in bicicletta novità secca)

PRET CUN LA CAPELA,NUITA’ BELA.
(prete con la cappella a larghe tese,novità bella)

QUAND A VA DU SURELI IN NA CÁ, SA GHÉ MIA AL DIÁUL AGH VA.
(quando vanno due sorelle in una casa se non c’è il diavolo, ci va)

MAGGIO:

PAR SAN VITÚR AL CÁLUM AL MOLA AL FIÚR.
(per San Vittore il ciliegio lascia andare il fiore)

AL STÀ IN PE PARCHÈ A TIRA QUATAR VENT.
(sta in piedi perché tirano quattro venti)

L’È SVÈLT ACM’È NA GATA AD MARMUL.
(svelto come una gatta di marmo)

GIUGNO:

STA LUNTAN DAL CALD E DAL FRED E DA QUEL CH’AL VOEL ESAR SIUR E L’È PUVRET.
(sta lontano dal caldo e dal freddo e da chi vuole essere ricco ed è povero)

CHI NAL MAGNA MíA AL PULÁSTAR PAR CARNEVAL AGH VA DA MAL AL FRÜT E ANCA AL CAPITAL.
(chi non mangia il pollo per carnevale gli va male il frutto e il capitale)

CUNT LUNG, AMICISIA CÜRTA.
(conti lunghi, amicizia corta)

LA PIANTA LA VA PIEGADA QUAN L’È SUVNA.
(la pianta va sagomata quando è giovane

AL GIARUNSIN IN BUCA.
(per attenuare i dolori della milza da sforzi prolungati mettere un sassolino in bocca)

LUGLIO:

EHI, PUTELA CUN LA SUTANA A RIGADÚN, SIF CUNTENTA CH’AF VEGNA A GALUN?
(ehi ragazza dalla sottana rigatina, siete contenta che vi venga a fianco?)

AL SENTER L’È BATÙ, INDUA AGH NA STA ÜN AGH NA STA DÜ.
(il sentiero è battuto, dove ce ne sta uno ce ne stanno due!)

AGOSTO:

PAR SAN RÒCH LA RUNDANINA LA FA FAGÓT.
(per San Rocco la rondine fa fagotto)

DAR AD LI SBERLI DU A DU FIN QUAND LI DVENTA DISPRI.
(dare delle sberle due a due fin quando diventano dispari)

DÌ GNANCA BAU.
(stare zitto)

SETTEMBRE:

TUTI I MAI I VEGN A CAVAL E I VA VIA A PE.
(tutti i mali vengono a cavallo e vanno via a piedi)

AL CUNTADIN AVAR AS FARÀ MAI SIUR.
(il contadino avaro non si farà mai ricco)

OTTOBRE:

PAR SAN QUINTIN SUMNA L’AI E I SIGULíN.
(per San Quintino semina l’aglio e i cipollini)

BAGNÀ U SÜT PAR SAN LÜCA SUMNA TÜT.
(bagnato o sciutto, per San Luca semina tutto)

S’AT A SPUSZI NA DONA PERCHÉ L’È SIURA, VENDI AL CAVAL E TEGNI LA CAVESA AD SURA.
(se sposi una donna ricca vendi il cavallo e tieni la cavezza di sopra)

DOPU AVER DAT LA CÁRAN AL DIAUL,AS DÀ IOS A GESÙ CRIST.
(dopo aver dato la carne al diavolo si danno le ossa a Gesù Cristo)

LA FURSINA L’È GENTILESA MA LI MAN IÈ SICURESA.
(la forchetta è gentilezza ma le mani sono sicurezza)

I VA D’ACORDI ACMÈ DÜ GAI IN DAL PULER.
(vanno d’accordo come due galli nel pollaio)

NOVEMBRE:

L’È MEI AL VIN FIS CHE L’ACQUA CIARA.
(è meglio il vino torbido che l’acqua chiara)

L’È MEI NA VECIA SPATÜSENTA CHE NA FIOELA INCIPRIENTA.
(è meglio una anziana spettinata che una giovane incipriata)

PAR SANT’ANDREA CIAPA AL PORK PAR LA CÚA E SE AN’T POE MíA CIAPÁRAL LÁSAL ANDAR INFIN A NADAL.
(per Sant’Andrea prendi il porco per la coda e se non puoi prenderlo lascialo andare fino a Natale)

DICEMBRE:

AGH’È NA VÈCIA IN DAN FNESTRUN CLA STA SÉMPAR A PINGULÚN E CH’LA GÀ APENA AN DENT PAR CIAMAR TÜTA LA GENT.
(c’è una vecchia su una finestrona che sta sempre a penzoloni e che ha solo un dente per chiamare tutta la gente) (la campana)

CUN I BESI E LA FÜRBISIA AS RUMP AL COL A LA GIUSTISIA.
(con i soldi e la scaltrezza si rompe il collo alla giustizia)

I CERACH AD SAGRESTIA IÈ PÜSÈ BALÖS CH’AG SIA.
(i chierichetti di sagrestia sono i più birichini che ci siano)

OMAGGIO DELLA MAESTRA DECANA

Due famiglie sustinentesi hanno adottato due bimbi africani e tutto il paese ha magnificato l’evento esprimendo apprezzamento e voti augurali. Anche l’ultracentenaria maestra Fiorita Frassoni ha inteso unirsi al coro gioioso con una breve e amabile poesia che di seguito viene riportata col titolo: 
GENEROSITA’

Le famiglie Zecchini e Bertolini
hanno adottato due bambini
tutti e due morettini.
Speriamo che si amino come fratellini
e che siano buoni bambini!

Maestra Fiorita di 103 anni
Maestra Fiorita di 103 anni

Il delicato omaggio è maturato in una signora che ha sperimentato un felice matrimonio con un signore immigrato ucraino, diventata madre, nonna e bisnonna e che per tanti anni ha esercitato l’incarico di maestra nelle scuole dell’infanzia del paese con competenza e passione.
Con la vitalità che si ritrova induce a pensare, in chi la frequenta, che ancora può fare progetti per un futuro che il giornale auspica confortevole. 

Auguri maestra!


articolo tratto dal periodico locale "Album" n. 3 di martedi 8 aprile 2014